Pubblichiamo questo articolo in cinque parti. L'intégralità dell'articolo è già disponibile nello spazio abbonati o per mezzo del servizio telefonico Allopass "La domanda è legittima" Nel 1989, il professor Giorgio Cortellessa ha trovato del cobalto 60 nell'arcipelago della Maddalena. Fu attribuito alle ricadute di Tchernobyl... Ma dove sono le prove? Ancora oggi non si hanno certezze assolute sull'origine di quel cobalto 60. In giugno 2005 La Nuova Sardegna riportava una notizia apparsa sul quotidiano del Connecticut The Day. Il giornale americano rivelava che un inquinamento radioattivo era stato misurato a Groton (Connecticut), la base a cui fanno capo numerosi sottomarini nucleari. "Bassi livelli di radioattività sono stati rilevati all'interno e intorno alla base", riporta La Nuova Sardegna. "Il tenente di vascello Tommy Crosby, addetto alle pubbliche relazioni nella base di Groton, ha risposto 'che i livelli di radioattività rilevati nei sedimenti vegetali, nell'acqua e nelle forme di vita marine e nell'aria è su livelli bassi e comunque tanto da non destare allarme'. Crosby ammette che tracce di cobalto 60 sono state trovate nei sedimenti alla foce del fiume Thames. E l'ufficiale dà anche una spiegazione che lascia molto perplessi. E cioè che 'il liquido di raffreddamento dei reattori nucleari dei sommergibili è stato scaricato in acqua dal 1950 al 1972, quando la Marina bloccò questa prassi'. Il problema dunque è questo: il liquido refrigerante, ricco di tritzio, veniva gettato tranquillamente in acqua."
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La base segreta dei sottomarini
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